mercoledì 12 dicembre 2018

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Lo screening mammografico: scienza e non veleni politici

mag 20 2015

Nel biennio 2011-2012 le mammografie di screening hanno permesso di individuare 13 mila cancri della mammella che altrimenti avrebbero portato a morte altrettante mamme, nonne, figlie, mogli.

E' inaccettabile che gente incompetente con grande appeal mediatico abbia un comportamento tanto ignorante da oltrepassare i confini della stupidità.

Questo, anche se fosse vero che Veronesi abbia degli interessi personali illeciti: Grillo porti i documenti alla magistratura, ma non gli si può far passare un messaggio distorto e falso, cioè che lo screening mammografico sia un business per pochi e non un grande successo della Sanità Pubblica italiana.

Ricordo che lo screening è completamente gratuito e offerto a tutte le donne in un certo ambito d'età (un po' differente da regione a regione). L'esame è standardizzato secondo linee guida nazionali e la lettura delle radiografie è eseguita da due radiologi diversi, dapprima in modo indipendente, poi collegialmente.

L'evidenza scientifica ci dice che è un metodo di diagnosi precoce, efficace e preciso nelle donne tra i 40 e i 75 anni.

L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che ha organizzato lo screening gratuito di massa dagli anni novanta: nella maggior parte dei Paesi, a cui guardiamo spesso con invidia, lo screening è a pagamento e lo fa solo chi è sufficientemente ricca o possiede una assicurazione privata.

Benefici accertati scientificamente:

  • Riduzione del 20% della mortalità per cancro della mammella (il più diffuso tra le donne).
  • Possibilità di eseguire terapie personalizzate, relativamente meno invasive, più efficaci proprio perché precoci.

Pericoli accertati scientificamente:

  • Falsi positivi: necessità di approfondimenti diagnostici (gratuiti) come ecografia ed agoaspirato
  • Falsi negativi: mancata diagnosi.
  • Eccesso di diagnosi: in alcuni casi non siamo certi che il cancro trovato sarà la causa della morte della paziente, quindi il trattamento potrebbe essere eccessivo.
  • Somministrazione di radiazioni ionizzanti.

Falsi positivi e falsi negativi sono presenti in tutti i campi della scienza e vengono ridotti i primi con l'approfondimento diagnostico, i secondi con la periodicità dello screening (in Italia ogni due anni).

Eccesso di diagnosi. Il fatto che un cancro possa non causare la morte della paziente è una questione più economica e filosofica che scientifica. La medicina è una scienza probabilistica e, in quanto tale, ha un margine di incertezza, che non impedisce di seguire linee guida dettate da studi controllati e dalla buona pratica condivisa.

Per ciò che riguarda la somministrazione di radiazioni durante lo screening, possiamo dire che la dose di radiazioni somministrata con una sola TAC, per esempio, equivale a 800 mammografie. Inoltre, la radiazione di fondo (cioè quella naturale cui tutti sono esposti) equivale, in due anni, alla quantità di radiazioni somministrate con una mammografia.

Quindi, il pericolo radiazioni è trascurabile, tenendo conto che una donna che segue lo screening esegue dalle 10 alle 15 mammografie in tutta la vita.

Per concludere, i dati scientifici dimostrano che il beneficio dello screening mammografico per il cancro della mammella è infinitamente superiore ai rischi collegati.

 

http://www.nhs.uk/Conditions/breast-cancer-screening/Pages/why-its-offered.aspx

http://www.galileonet.it/2015/05/perche-abbiamo-bisogno-della-mammografia/

http://www.cancer.gov/types/breast/hp/breast-screening-pdq#link/_10_toc